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1649 Antonio Diedo di Iseppo

Dispaccio del 12 ottobre| 1650|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe,
dagli antepassati antichi tempi, godendo in libero dominio questa fidelissima communità de nobili un scoglietto detto San Gabriel in questo canale, fece la divisione et compartita delle portioni alle famiglie loro l’anno 1456; posteriormente di novo fu posto in comune, cesso da particolari alla lor communità stessa; nacque poi fa lungo corso di anni, che per ordine della Serenità vostra stacca permanente in queste brihe [?] una compagnia dei cavalileggieri per custodia della campagna, col esserli assignato il quartiere ad un capo di esso scoglio verso levante, come parte vicina et comoda a far scoperta per ditta campagna; già anni sono che fu anco levata la compagnia stessa, cessando ivi l’occasione di altra guardia.
Il veder continuamente star incolto quel loco di bon terreno ha finalmente fatto conoscere a ditta communità che, lei non ritrahendo uttilità, il particolare ne rissentisse pregiuditio, per quello potria cadauno applicarsi a render in culturia quella portione gli aspetasse, onde l’anno 1643, con parte presa nel loro maggior consiglio, fu ordinata la divisione fra le medesime famiglie nobili, et hora communemente bramando mandarla ad effetto, sono da me comparsi li giudici, capi della stessa comunità, coll’ingionta scrittura, implorando dalla benignità suprema delle Eccellenze vostre che sii loro permesso il dividere anco quel breve spatio del medesimo scoglio (di già serviva per posto della guardia) come di antica loro raggione, et che a punto vedesi dall’annesso essempio in detta scrittura, che restò compreso anco nell’antecedente divisione sopracennata dei passati tempo; che quando il capo portasse altra publica occorenze per l’avenire, concorrono con atti di vera divotione et fede ad humiliarsi ad ogni sentimento della Serenità vostra, sì in questa, come in ogni altra parte, ardentissimi et constanti per certo, appresso le lor povere sostanze, sagrifficare le proprie vite nel servitio di Vostra serenità.
Ho io giudicato non solo di essaudirli con la presente trasmissione di essa scrittura alle Eccellenze vostre, ma anco per parte del mio riverentissimo debito apportar alla lor nottitia le veridiche informationi del fatto stesso, non vedendo concorrersi minimo pregiuditio della Serenità vostra et ad effetto di attenderne le sapientissime delliberationi di Vostre eccellenze. Gratie etc.
Cattaro, li 12 ottobre 1650.

Antonio Diedo, rettor et proveditore.

Allegati:
Illustrissimo signor rettor et proveditor […] patron colendissimo, (1 c.)
nel tempo che, regendosi questa città fedelissima sotto il prescritto delle proprie leggi et prima della sua felicissima deditione sotto la gloriosa et inclita tutella dell’imperial scettro et augustissimo governo della Serenissima republica veneta, si ritrovava l’ordine nobile di questa città un scoglio essistente in questo canale, nominato San Gabriel. L’imbecilità delle fortuna di questa communità, lo stato dispendioso nel qual era ridotta per le proprie premure, mossero gli animi, gli affetti et le volontà delli legitimi patroni del scoglio stess ad atti urbani verso la communità stessa, come nutrice del proprio ordine, et che entro il proprio seno et tra le sue viscere racoglie li loro ritratti et la loro propagine, onde fecero libero dopo et renuntia alla communità medesima, perché con emolumento dei beneficii che da quello si ritrahessero si sollevasse da dispendii; l’immensa pietà publica et il giuditio sapientissimo dell’eccellentissimo senato, invigilando con zelo di paterna carità alla preservatione et salutar sollevo di questi habitanti, per reprimere gli oltraggi che venivano inferiti da distrittuali ottomani a questi giurisdittionali, si risolse di far espeditione di una compagnia di cavalli leggieri, acciò secondo l’opportunità battendo la campagna tenessero lontano dalle insidie il nemico et questi popoli nella sicurezza. Si divisò il luoco per il loro soggiorno, et fu deliberato per più opportuno una particola del scoglio riguardante la pianura, da dove mediante un ponte di legno era permesso l’adiso alle sortite. Questa communità con atti di humiltà singolare contribuì li proprii humilissimi et divotissimi assensi al sovrano de voleri del natural Serenissimo suo prencipe, dal quale con magnanima presenza et incomparabile clemenza è assistita. Continuò l’assistenza della cavallaria nell’accennata parte del soglio per corso di molti anni; la mente infallibile dell’eccellentissimo senato et il giuditio sapientissimo di quelli eccellentissimi graduati giudicorno non opportuna o necessaria la continuatione della cavallaria stessa, onde decretò fosse ellevata dalla parte del scoglio medesimo come anco fu esseguito da suoi humilissimi iuregerenti [?]. L’inopria et la sterilità che con inclementi rigori opprimeva questo ordine nobile fece eccitare scintille di charità entro gli animi di questi signori nobili, da quali fu deliberato che il scoglio stesso sia diviso tra le famiglie nobili con le conditioni contenute nella parte presa nel maggior consiglio di 18 ottobre 1643; furono, in essecutione di questa, eletti li divisori, né altro vi resta per dar l’ultima mano che l’agrimensione et la compartita a commodo dei beneficiati; chiamati perciò dal motivo delle proprie raggioni et per l’effettuatione di quanto canonicamente è stato operato, ricorriamo noi giudici capi di questa devotissima communità, dinanzi la singolar et benignissima gratia di vostra signoria illustrissima et in questi caratheri profondemente instiamo di esser trasmessa la presente nostra humilissima scrittura ai piedi sopremi di Sua serenità, in via della quale riverentissimi instiamo di esserci permessa a presso il rimanente del scoglio stesso la divisione ancora di quella poca parte che già serviva di quartier alla cavallaria, come attinente, et già di libera raggione della stessa communità, la qual per le divisioni antiche dell’anno 1456 li 3 aprile, che attualmente si producono per testimonio di verità, era di quella piciol parte padrona, come era rimanente patron la medesima di concorrere con numeri prenissimi di osservanza verso i supremi arbitrii di Sua serenità, alla cui pietà si raccomanda.

Copia tratta da un libro essistente nella cassa della communità, contenente la divisione del scoglio di San Gabriel, fatta dell’anno 1456 li 3 aprile. (1 c.)
Ommissis aliis.
Prima parte.
Prima parte dalla banda di Prevlacha, cioè dalla parte di oriente, a porta dell’isola, comminciando dalla riva del mar per fina ai mari della cittadella, et così dalla cantonata della torre della detta cittadella sino i segni posti. Similmente, dall’altra cantonata della torre della detta cittadella, verso Dumidranna per drittura per fina alla riva del mar, secondo i segni posti;
Dicta pars prima per sortem venit […] peregrino […] Michaele de Pellegrina.
Seconda parte.
Seconda parte dalla banda di Lustizza la ditta commincia dal primo muro della cittadella, cioè dalla banda di Prevlacha, et confina di sopra con la via publica, fatta per la cima, overo schena dell’isola, et così in zoso per drittura per fina alla riva del mar, secondo i segni posti di sopra sotto la via publica a passi 12, et di sotto sopra la riva del mar a passi 14 e mezo; includendosi in la detta seconda parte la parte del muro, qual ad essa appartien et una torre dalla banda di Lustizza.
Dicta secunda per sortim pervenit ad Lucem de Georgio, […] Maruschi de Bolizza.
Ommissis aliis.
Nadalin Togliarizzi […] commissione, ho fatto copiare me sottoscritto et sigillato.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Cattaro, b. 1
Trascrizione di Francesco Danieli.