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1649 Antonio Diedo di Iseppo

Dispaccio del 10 febbraio| 1651|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe,
questa mattina essendo mancato di vita il gran […] Bortolamio Pimma, et tenendo io informatione che lui et li […] dottori Girolamo et Lodovico suoi fratelli si ritrovano esser debitori della Serenità vostra di bona summa di danaro, che li fu fatto dare già 10 anni et più per imprestido fabricar una nave. Per cautellar le publiche raggioni, ho imediate mandato a farli bollar una libraria di considerabil valore et ne porto la notitia a Vostra serenità a fine che si compiaccia dar ordine a chi spetta di guardare quanto possi esser il debito di essi fratelli Pimma, et inviarmi copia della partita, perché fondatamente posso proseguire sopra l’incaminata essecutione, overo licentiar le bolle quando ivi [?] fosse il debito che di qui mi vien affermato esservi certamente. Gratie etc.
Cattaro, li 10 febraro 1651.

Antonio Diedo, rettor et proveditore.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Cattaro, b. 1
Trascrizione di Francesco Danieli.