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14 dicembre| 1603 Gerolamo Loredan

Dispaccio del 17 maggio| 1604|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
Havendo fatto l’ingresso a questo regimento come per altre mie ne haverà havuto la Serenità vostra riverente conto ho inviato a Trieste per intendere il stato di Giovan Francesco mio figliolo rittenuto in quelle forze, com’è ben notto a la Sublimità vostra et quando doveva sequire la liberation sua, onde per risposta ho havuto esser egli tenuto con ristrettissima custodia in quel castello, assistendo all’habitatione sua quattro o sei di quella terra, senza che da qual si sia gli possi esser parlato et dicono anco non esser venuto alcun ordene da Gratz in tal proposito, senza il quale non venirano ad aluna rissolutione, corendo voce in quel luoco che tale speditione tardarà qualche giorno, onde che cognoscend’io quanto indebitamente venghi trattenuto detto mio figliolo con stravagante rigore rittento nella giurisditione di Vostra serenità senza esperarsi per qualche tempo la di lui rilassatione ho stimato esser debito mio il darne riverente conto come faccio alla Serenità vostra, perché possi divenire a quegl’ordini et deliberationi che in così fatto negotio stimarà col sapientissimo suo giudicio più convenienti venendomi in oltre da diversi et sicure vie et in ciò tralascio l’interesse mio, accertata l’innocenza d’esso mio figliolo. Gratie.
Di Capo d’Istria il dì 17 maggio 1604

Girolamo Loredano Podestà e Capitano
 

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 2
Trascrizione di Damiano Pellizzaro