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6 marzo| 1605 Francesco Boldù

Dispaccio del 8| agosto| 1605|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
Come so che grandemente è a cuore alla Serenità vostra che nella materia di confini non si sopporti pregiuditio alcuno che da Arciducali fusse tentato nel dilatarsi con occupar terreni entro questa giurisdittione, così ho havuto nell’ingresso a questo reggimento cura particolare che ne seguisse effetto conforme alla mente di lei. Percioché havendo ritrovato un intacco di campagna seminata di miglio per buon spazzo entro quello della Serenità vostra, seguito sotto il clarissimo mio precessore, et un ordine espresso lasciato in scritto dal medesimo per il reintegrarsi, ma con prudente deliberatione da lui diferito per non causar qualche disordine nelle biade mature che ancora erano di fuori, subito che ho havuto l’aviso del ricolto allogato[?] con buona intelligenza dell’illustrissimo di Raspo et con inviar il Sergente di queste ordinanze con altre persone espresse per maggior sicurezza de nostri et perché con modo più cauto ne seguisse il rifacimento ho fatto disarar et ridur nel stato di prima li campi seminati; onde sendo riuscito ciò senza disturbo, se ben credo che prima ne haverà ricevuto ella aviso dall’illustrissimo di Raspo sudetto, hora che mi son assicurato nel pensiero che non sia per seguir altro motivo ho voluto rappresentarle anch’io l’istesso, così perché sappi che ogni mia attione in questo proposito sarà conformata con la volontà dell’illustrissimo già detto come che con ogni mio spirito mi ingegnerò di continuo di procurar che siano conservate intatte le ragioni della Serenità vostra. Gratie.
Di Capo d’Istria il dì 8 agosto 1605

Francesco Boldù Podestà et Capitano


AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 2
Trascrizione di Damiano Pellizzaro