6 marzo| 1605 Francesco Boldù
Dispaccio del 14 novembre| 1605|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
L’obligo del mio carico et il desiderio che tengo del publico servicio fa che per la necessità del bisogno di queste ordinanze rappresenti con ogni affetto et riverenza alla Serenità vostra non solo il stato cattivo delle arme publiche che si conservano nella monitione di questa città, ma anco un notabile impedimento che ricevono gli esercitii delle militie rispetto all’arme de soldati, che per difetto d’armarolo non possono esser racconcie, così che gran parte di quelli comparino alle mostre o senza o cogli arcobugi inutili all’operarli. Questo rispetto stimato da me importante per quelle cause che facilmente può comprender la Serenità vostra m’ha fatto prender l’assunto di proveder di persona che accettasse questo carico per il frutto della buona disciplina di queste geti et per conservatione dell’armi di Vostra serenità, et sendomi venuto fatto l’effetto di questa mia volontà, prima di passar più oltre ho voluto con queste, eccitato dall’interesse publico, ricordarlo a lei, potendo appresso restarne ben informata dalla viva voce del collonello Giulio Pellegrini, che con l’ochio ha veduto questo bisogno nella revisione delle militie et il stato delle monitioni di questa città, che sono tutte dalla rugine consumate. Starò per tanto attendendo suo ordine, il quale quanto prima mi sarà inviato prometto alla Serenità vostra che sarà di maggior beneficio alle cose sue. Gratie etc.
Di Capo d’Istria il dì 14 novembre 1605
Francesco Boldù Podestà et Capitano
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 2
Trascrizione di Damiano Pellizzaro