14 dicembre| 1603 Gerolamo Loredan
Dispaccio del 2| maggio| 1605|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
Giunse hieri sera in questo porto mio figliolo Antonio con la galea per levar diverse robbe per bisogno della galea et alcuni sforzati che erano in questa città et proseguir il suo viaggio per Levante, dove la Serenità vostra lo haveva destinato, et essendo questa mattina dismontato con suoi nobili per udir la messa, lasciate alla custodia della galea l’ordinarie persone de comando et scapoli, mentre egli ritornasse per far vela, parte della ciurma amutinata si era posta in arme et uccisi li capi, aguzino et quei scapoli che non hanno potuto con il gettarli all’acqua esser sì presti a procurar la loro salute, in vista di tutta questa città, dati i remi all’acqua si è levata dal porto et con frettolosa fuga, facendo con l’armi nude al collo delli galeotti rinforzar et stroppate[] con la galea et danaro della Serenità vostra et n’è ritirata alla volta di Trieste. Questo così importante accidente seguito con spettacolo di questi populi, come ha grandemente turbato gli animi di tutti per una novità di rissolutione et congiura così odiosa, così ha commosso pur a fare quella possibil inventione per il ricuperar d’inviar gente a passi per intraprender quei scelerati auttori d’essa et d’armar barche per seguitarli, che la prontezza di questi sudditi, i quali con l’obligo mio mi hanno consigliato, col favor di Dio, sendo esso mio filgiolo et io seguiti dalla città tutta habbiamo ricuperato il vassello abbandonato da questi perversi, seguitati da noi ad un certo luoco d’Arciducali poco discosto da Trieste con perdita di quattro groppi del publico et d’un altro poco scemo et della maggior parte della ciurma sforzada, perché alcuni non hanno voluto fuggir, havendo anco fatto bottino de danari et robbe de particolari et di tutto quello che haveva il sopracomito. Gli ribelli sono rifuggiti in loco d’Arciducali, né si mancarà di procurar il favor di quelle genti per ricuperar quanto si potrà et d’haver anco gli colpevoli nelle mani. Ho fatto ricondur la galea in questo porto et dalla Sublimità vostra starò attendendo l’ordine così per il danaro che mi ritrovo in mano come per l’altro che le piacesse commandare; et sendoci dalla perdita di questo accidente rimaste le vite et gli animi, ne quali la fortuna, che ci ha partorito questa così mortal percossa, non ha potere, qualli riserviamo incorrotti alla Serenità vostra. Gratie etc.
Di Capodistria li 2 maggio 1605
Di Vostra serenità
Jeronimo Loredano Podestà
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 2
Trascrizione di Damiano Pellizzaro