26 aprile| 1609 Marco Antonio Trevisan
Dispaccio del 11 agosto| 1610|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe,
nella visita che ho fatto il mese passato di tutta questa provincia dell’Istria, conforme all’obligo di questo Reggimento, ho veduto quel che non vorei et mi rincresce darne conto alla Serenità vostra, che la maggior parte delle città et castella sono desolate et redotte in grandissima miseria, et in particolare la città di Pola, che era così florida et piena di delitie, come a lei è ben noto, che oltre il poco numero delle persone che si attrova al presente, l’esser caduto molte case ed edeficii, gran parte della muraglia ancora, in modo che in occorenza di Uscochi o di altri nemici, li poveri Polesani non haverianno luoco di salvarsi; et havendo fatto chiamar deputati di quella, procurai di persuaderli a rissolversi di accomodar et restaurar dette muraglie; mi fu risposto che havevano preparato gran quantità di materia, ma per esser povere non poteva supplire ad una tanta spesa, et che gli anni passati furono graciati dalla Serenità vostra de 600 ducati, che furono anco levati dall’officio clarissimo sopra le fortezze (non so da chi), ma non già mai mandati, et perciò ne ho voluto dar conto alla Serenità vostra, acciò con la sua potestà proceda che questo denaro, impiegato in opera così necessaria, sii quanto prima mandato. Convengo dirli [?] ancora haver ritrovato tutte queste militie et ordinanze in malissimo stato per la morte di soldati numero 154, oltre molti altri soldati al numero di 288 resi inutili così per la età, come per le infermità causate da quei aeri, che furono con il parer anco dell’illustre signor Ottavio Augenio governator in questa provincia cossì, et habbiamo procurato di rimetter altretanti giovani più atti a prestar il servicio neccessario alla Serenità vostra, oltre haver descritto altri giovani di rispetto al numero di 282, li quali in ogni occorrenza la si potrà servire. Mancano in tutte le compagnie delle armi assai, ma in Albona più che gli altri luochi, et ho dato ordine che quanto prima sii fatta la provisione acciò li soldati si possino essercitare. Quelli che risiedono al governo di essa terra mi risposero che la sua communità è povera et esausta da danaro, per le molte et continue spese che si hanno fatto li anni passati nelle fabriche delle mura nella sua terra, come tuttavia vanno accommodando dove è il bisogno, et suplicano la Serenità vostra che si degni agraciarli di prestanza de 50 archibuggi con le sue fiasche et fiaschini, per darli a quei soldati che non ne hanno. Il signor governator antdetto in quesa visita si ha dimostrato non men diligente, che intelligente, et ossequente a rapresentarsi la Serenità vostra, et dell’opra sua compitamente son restato sodisfatto. De tutte le cose predette ho giudicato esser debbito mio darne conto alla Serenità vostra, alla quale riverentemente me le inchino. Gratie etc.
Di Capo d’Istria a 6 zugno 1610.
Marc’Antonio Trevisan, Podestà e Capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 6
Trascrizione di Francesco Danieli.