9 settembre| 1616 Geronimo Donado
Dispaccio del 13 marzo| 1617|
N. (senza numero)
Serenissimo principe
è antica consuetudine di questa città d’elligersi un predicatore per la quadrag[?] al quale è solita dare delli denari di questa camera una limitata limosina, acciò esplichi la parola del Signore in simil tempi per la salute dell’anime de fedeli c’essendosi stato da me con il consiglio d’ogn’uno conforme l’uso antico elletto questo reggimento. Ha ordinato alli suoi intervenenti e vicario che non sii admesso ne al pulpito della cathedrale, ne il alcun’altra chiesa, non ostante che sii religioso insigne, di buona vita, d’essemplar costumi, theologo sapientissimo de primati di questa provincia, e ch’altre volte habbia predicato in questa cathedrale per haver Sua signoria illustrissima provisto d’altro con fundamento che fosse pagato del denaro publico e non della sua borsa contro ogni ragione cercando in tal guisa usurparsi questa giurisditione e per maggiormente venire al suo intento ha vietato che da qual si voglia predicatione in qual si voglia chiesa non si possa predicare ne in italiano ne in schiavo. Per il che n’è nato tal bisbiglio è confusione nella città ch’è cosa incredibile, e ricercato da questi popoli a doverci provedere non mancai con littere humane, e cortesi di scriver a Zara a detto monsignore acciò desse licenza e non vietasse la parola del Signore dal quale n’hebbi risposta molto pertinace per il che fui astretto di darne conto all’eccellentissimo generale Belegno che subito per barca a posta ordinò all’illustrissimi rettori di Zara acciò dovessero far officio con questo prelato perché desistesse da queste sue opinioni, il che nulla gioverà, c’essendo poi venuto l’altr’hieri nella città non mancai di visitarlo, et hoggi apunto essendomi venuto a render la visita l’ho ricercato con tutte quelle maniere a me maggiori, acciò questi pochi giorni che vi restano della quadrag[?] lassi predicare l’evangelo di Dio, che pure pertinaci [?] l’ho ritrovato, [?] m’ha deto d’haver dato conto a Vostra serenità del tutto. Per il che Serenissimo principe ho voluto anch’io con le presenti significarle questo così importante negotio massime trattandosi di giurisditione [?] e temporale, e quello che più importa con questo monsignore solito per sua natura di travagliare successivamente tutti li rappresentanti di questa città. Non ho però mancato dal primo giorno di quadrag [?] sino a quest’hora presente di far pure l’onore delle 40 hore un’ora per giorno nella catedrale con far recitare letanie, e precationi di Maria vergine santissima così ottenuto per gratia del suo vicario, al cui santo essercitio mi ci sono sempre ritrovato presente per conservar in questi suoi popoli la memoria del Signore e di questi particolari mi rendo sicurissimo ne sarà stato dato conto dall’eccellentissimo generale Belegno alla Serenità vostra. Gratie.
Da Lesina, lì 13 marzo 1617.
Gerolamo Donado conte e provveditore.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 16.
Trascrizione di Marco Rampin.