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9 settembre| 1616 Geronimo Donado

Dispaccio del 12 aprile| 1617|

N. (senza numero)

Serenissimo principe
essendosi questa mattina scoperti li cinque bertoni ch’erano sotto Sabioncello all’incontro di Curzola venire a questa volta con bandiere rosse spiegate da battaglia mentre sono stati di qui lontani a un mezo miglio l’illustrissimo capitano delle galere grosse, ch’era in questo posto sen’è partito con la conserva, perché sapeva benissimo per quattro man di costituti di persone fugite da detti vascelli che venivano per combatter seco, et ha lassata questa città, che nel passar di poi avanti del porto non ho mancato di fargli tirare una salva d’artigliarie, non havendo quelli dato segno alcuno di sicuranza, anziché con molti pezzi hanno sbersagliata la città, e così con gagliardo vento andavano seguendo le galere grosse, che poco più d’un mezo mglio gl’erano avanti, che forse parendole impossibile di poterle giungere hanno ammainato discosto di qui tre miglia. Ho voluto perciò dargliene riverente conto con raccordarle di novo li bisogni urgentissimi di questa sua fortezza humilmente supplicandola a gratiarmene di quelli senza alcuna dimora, ritrovandosi priva d’ogni diffesa per il mancamento delli apprestamenti dell’artiglieria che tutta e caduta giù dalli letti nel tirare, essendosi quelli con le rotte tutti fracassati gl’uni, e l’altre fatti accomodare al meglio che havevo potuto in così urgenti bisogni. Ne mancherò similmente per l’avvenire venendo gl’inimici ad assaltar questa sua città d’adoprarmi con ogni mio maggior spirito prontissimo prima di sparger il sangue, e spender l’istessa vita che mai desistere a quanto m’astringe gl’obblighi della patria e della Serenità vostra. Gratie.

Lesina 12 aprile 1617.
Gierolamo Donado conte e provveditore.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 16.
Trascrizione di Marco Rampin.