5 marzo| 1617 - 3 maggio| 1617 Gabriel Morosini
Dispaccio del 20 maggio| 1617|
N. (senza numero)
Serenisimo prencipe
espedisco in questo porto fregata in cotesta cità che conduce il restante de cavali per la compagnia del capitan Vitelli, figliolo di questo signor governatore, et conduce medesime cinque cento stare di orzo al campo, fatto da me in questi conffini turcheschi conforme al passato, et in essecutione de gli ordeni del’eccellentissimo signor generalle, in essecutione anco de comandamenti del qualle lei inviai a giorni passati sesanta di queste cernide et trenta a Spalato per diffesa di quel locho. Obedischo volentieri li comandamenti, ma mi sta nel core appresso la custodia di questa sua terra a me racomandata, per la qualle se mi serrà levato le gienti, se non averò moddo di armarle et disciplinarle non potrò manco essercitar nel servitio della Serenità vostra se non una pronta et ottima volotà, la qualle certo serrà in tutti li tempi da me con ogni spirito incontrata. Da Sua eccellenza ho ricevuto un pocho di polvere, et circa 25 libre di piombo, si è posto a l’ordine in quanto si è potuto l’artelaria, et co’ questa monitione si farà quello si potrà, li arcobussi de qualli tante volte o suplicato la Serenità vostra et che tutta questa provintia ne è proveduta, non veddo l’effetto della gratia, né saprei che poter più replicare con tediarla, la barca di uschochii che si ritrova sotto vento nel suo passar in quelle parti otto miglia discosto da questa città prende una barcha pescatrice di questi isolani, fondola et conduse le gienti a Pescara, dove gratia del Signor Dio con la fugha se ne sonno ritornati. Capitomi anco aviso erri alle 22 hore del qualle non me ne compare incontro, che tal qual si sii lo porto alla noticia del’Eccellenze vostre disero che a Zirona luogho de qui discosto sei miglia, sono state vedute due, siano tartane o feluche, le qualli s’aviorno alla volta di un vasello giudicato perastino che veniva de Sebenicho, et tolendoli la strada l’hanno presso et fatto poi vella alla volta di Lissa. Io non o ptutto ancor che ne abbi avuto l’aviso per tempo, se non co’il pensiero et desiderio volarli dietro, non esendovi barche che si possi voghare con più di otto remii in questo porto, che seria vanita il segnio corsari con essi, feci riverente instanza all’eccellentissimo signor generalle, per che si compiacese di lasiarmi due barche, cioè li artili semplici, aciò che in ogni tempo che molto speso ocorre et che so altre volte averne datto conto a Vostra Serenità. Potete con la prontezza di questi suoi suditi armarle, et se non facesero dano a corsari, almeno servisero per fugarli et farli desister de comparir in queste acque, non trovò Sua Eccellenza buono il pensiero et io m’aquietai in l’obedienza. Gratie.
Di Trau, lì 20 magio 1617.
Gabriel Moresini conte e capitano.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 16.
Trascrizione di Marco Rampin.