25 luglio 1617 Carlo Boldù
Dispaccio del 25 luglio 1617
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe
Il mio ingresso a questo reggimento fu lì 14 del corrente, come per altre mie ne ho riverentemente avisata Vostra serenità, del quale essendone certo il clarissimo signor Vialo Avogaro mio precessore, cade in ressolutione di accellare con ogni studio la raccolta dei fieni che sono concessi sopra questo territorio dalla publica benignità per utile delli suoi rappresentanti in questa giurisditione, da che dipende il maggior benefficio che possono ricevere per sostentamento delle familgie loro. Attese adonque Sua signoria clarissima a tal operatione, con ogni estraordinaria dilligenza per convertirlo tutto se fosse stato possibile alle sue volgie anco la stessa mattina della mia entrata, non curando di smaltirlo a prezzo minore di gran lunga di quello che communemente si vende hora nella stagione, benché ogni giustitia lo doveva persuader a non ponervi mano, come raccolto fatto di mia ragione pendesse dopo la mia partita di costì et conseguentemente secondo la natura delli altri frutti deve servire per l’anno venturo effetto caudato con danno mio così eccessivo, che ho stimato bene darne humil conto a Vostre eccellenze illustrissime, si perché sapino la mala conditione del mio statto causatami per questa via come ch’io procuro con la desterità di sospeder al detto clarissimo mio precessore le lettere de fedi del suo reggimento, de mover la prudentia sua, sendo ella sodesfattione de tutto il danno almeno alla restitutione del denaro cavato di questa ragione. Gratie.
Di Nona, lì 25 luglio 1617.
Carlo Boldù conte.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 16.
Trascrizione di Marco Rampin.